ALBERO UNIVERSALE


“Ho abbandonato la mia quercia…..
la mia amica quercia.
Accanto al mio albero ero felice,
non avrei mai dovuto perderlo di vista…
Georges Brassens
L’Albero Universale.
Il mio progetto s’ ispira alla forma del Nautilo, conchiglia madreperlacea dall’ interno a spirale piana, con curvature.
La struttura dell’albero elicoidale ci parla di questa conchiglia, nata nell’ acqua, origine di tutte le cose.
Da questa forma particolare, si origina la sua crescita non solo totalmente verticale ma anche orizzontale in un espandersi verso l’esterno dove lo spazio che lo circonda si alza con dei cilindri gradualmente.
Sulla verticalità dei cilindri s’ intrecciano dei fili che permettono alle foglie di posizionarsi, ricordando alcuni degli alberi del percorso migratorio che le rondini fanno ogni anno da un luogo di partenza ad uno di arrivo.
Le foglie ramate ci raccontano così il vissuto di questo albero.
Si realizza in tal modo l’unione tra un materiale geometrico artificiale e le forme organiche delle foglie realizzate con incisione su matrice di rame.
Parlare dell’albero non è parlare degli alberi, ma è qualcosa di diverso; è il senso, lo spirito di questa pianta, come cresce, si estende più grande in larghezza, profondità e altezza. Il suo respiro cambia l’aria e tutto ciò che lo circonda.
La sua ombra copre la terra, la protegge, la riscalda e dà rifugio agli animali, alle piccole creature e alle persone.
Si siede l’uomo vicino al suo tronco e la quiete che l’albero gli dà aiuta il pensiero, dandogli serenità.
E’ silenzioso l’albero “sacro”, è sincero, parla con le altre piante e condivide con loro la storia degli esseri umani.
Se la tempesta lo “tange” lui sopporta e resiste alle intemperie e al tempo che passa.
E’ silenzioso pensando a quel che sarà domani.
Le fronde che reggono la sua corona circondano il luogo in cui sta e sempre in silenzio continua il suo percorso di vita sulla terra. Le fronde, i rami e le foglie ascoltano ciò che dice e intendono quello che lui vuole!
Come ieri, oggi e domani darà posto agli animali, agli insetti, alle persone sedute intorno al suo tronco.
Proteggere l’albero è come salvare noi stessi, la natura e l’universo.
Maestro di vita è Lui!
Il caos della natura non è mai in conflitto con l’albero che affonda le radici nella terra e innalza la chioma al cielo!
Mi ricorda dell’albero grande nella zona della Verde. Ritornavano da lontano gli uccelli per costruire il loro nido. Un “ruscio” continuo riempiva l’aria intorno all’Albero Grande. Era felice del cinguettio perpetuo tra le fronde che risvegliava la natura: nascevano i piccoli, gli insetti pure in silenzio parlavano….. e noi bambine ascoltavamo il sussurro delle foglie che si agitavano scambiandosi sorrisi.
E noi seduti intorno al tronco giocavamo, guardando tra i rami il trafficare degli uccelli. Suonava l’azzurro del cielo e il piccolo ruscello, non lontano, scendeva cantando. E l’Albero Grande era felice con noi che giocavamo intorno a lui. I chicchi di uva, durante le vendemmia, saltavano fra di noi, raddolcendoci le bocche e gli insetti volavano mangiandosi i piccoli frutti.
Ogni stagione tornavamo da Lui che ci aspettava dicendo “son qua”!
Ma un giorno, tornando, non l’abbiamo più visto:
qualcuno aveva deciso di toglierlo via!
Un dolce ricordo ha lasciato e un gran dolore…..
come un gran father perso!
IL PROGETTO ISPIRATO ALLA STORIA PRECEDENTE SI COMPONE DI DUE FASI: LA PRIMA RIGUARDA UN’INSTALLAZIONE CHE NON SOLO E’ VERTICALE MA SI ESPANDE ORIZZONTALMENTE, ALLAGARDOSI VERSO L’ESTERNO DOVE, NELLO SPAZIO CHE LA CIRCONDA SI INNALZANO GRADUALMENTE DEI CILINDRI. SULLA SOMMITA’ DI UESTI CILINDRI SI INTRACCIANI FILI CHE SORREGGONO FOGLIE DAI TONI RAMATI CHE RACCONTANO IL VISSUTO DI QUEST’ALBERO EVOCANDO IL PERCORSO MIGRATORIO DELLE RONDINI.
LA SECONDA CHE SONO INCISIONI RIGUARDA LE FOGLIE DEGLI ALBERI E UNA FORMA A SEZIONE CIRCOLARE CHE RICORDA PARTE DEL TRONCO.
Angela Luverà Rattray